mercoledì 17 marzo 2010

Non comprare mai nulla a rate!

Giorni fa, durante un'amabile conversazione post prandium, un'amica e il marito mi raccontavano di aver acquistato a rate un televisore al plasma da 42 pollici, quando era uscito da poco e costava circa mille Euro. Il vecchio televisore, un ingombrante apparecchio a tubo catodico, ancora perfettamente funzionante, era stato relegato in cantina.
Alla mia osservazione che l'acquisto a rate non è la migliore scelta (modo educato per dire che è una pessima scelta), mi hanno risposto che al momento non disponevano sul conto corrente dei soldi necessari all'acquisto, per cui hanno "dovuto" optare per l'acquisto a rate. A loro sembrava tutto normale. Io invece non ho potuto fare a meno di pensare a cosa avrebbero detto al riguardo i nostri nonni. "Che cosa? Hai comprato un televisore da mille Euro senza avere neanche mille Euro in banca?".
Il credito al consumo sta purtroppo diventando un comportamento diffuso. La speranza è che la crisi possa spingere i "consumatori" a più miti consigli, ma vista la contraddizione di fondo tra la mentalità consumistica e gli stipendi bassi (ma per la mentalità consumistica gli stipendi non sono mai abbastanza alti), ho paura che le cose non andanno così. Pur di continuare a spendere, gli italiani si indebitano sempre di più, sulla scia dei loro "colleghi" anglo-sassoni. Naturalmente da questo discorso va escluso l'acquisto della casa, che essendo un bene duraturo che si rivaluta nel tempo, comporta tutta un'altra serie di considerazioni. Ma acquistare a rate un bene di consumo è secondo me inaccettabile, è una vera e propria follia. E questo, prima ancora che da un punto di vista morale, da un punto di vista di buon senso pratico. Soprattutto in un'epoca come quella odierna in cui nulla (matrimonio, posto di lavoro...) è sicuro.
E le spiegazioni che in genere si danno per giustificare questa modalità di acquisto ("lo desideravo", "altrimenti come avrei fatto") mostra la mutazione sopravvenuta negli esseri umani a causa del consumismo: ci si comporta come bambini, e ci si lascia guidare soltanto dal desiderio (la risposta tipica del bambino al rifiuto da parte dei genitori di acquistare un giocattolo è "ma io lo voglio!").
Quale sarebbe allora il comportamento più sensato? Il principio da seguire è semplice, quasi ovvio: bisogna partire da ciò che si ha, non da ciò che si desidera. Per cui, il comportamento da seguire sarà altrettanto semplice: se ho i soldi lo compro. Altrimenti, no.
Se non ho neanche mille Euro sul conto corrente non mi compro un televisore, ma comincio a risparmiare per avere una riserva di liquidità sufficiente a fronteggiare eventuali periodi difficili o acquisti necessari e imprevisti (come facevano i nostri nonni...). Dopo, eventualmente compro anche il televisore. L'avere la disponibilità non è naturalmente una condizione sufficiente per comprare, ma necessaria, sì.

La mia amica ha però ricevuto l'appoggio di una sua amica, la quale ha sostenuto che io potevo pure avere ragione in teoria o in quel caso particolare, ma se ci sono di mezzo i figli, è necessario comprare a rate, perché loro vogliono la playstation e altri giocattoli, e se non ci sono i soldi, come si fa?
In primo luogo, occorrerebbe avere il coraggio di dire che fare i figli non è obbligatorio, per cui se non si disponse della ricchezza sufficiente a crescerli senza problemi e a garantire loro un futuro di benessere (ovviamente, anche senza la playstation!), sarebbe a mio avviso più sensato non farli. In secondo luogo, è molto più educativo insegnare ai figli il valore delle cose e del denaro, e dir loro chiaramente e semplicemente: "costa troppo", o "non ho i soldi", piuttosto che accontentarli in tutto. Altrimenti i figli da grandi ripeteranno gli errori dei genitori e diventeranno anche loro dei consumatori compulsivi, delle "tasche bucate", come è ormai oggi la maggior parte delle persone, anche se non se ne accorge.

3 commenti:

  1. Sante parole..
    oddio solo un'eccezione, oltre all'acquisto della casa, è ammessa, per me, ossia comprare l'auto a rate quando hai un'occupazione da poco e ti serve la macchina per recarti al lavoro.
    Per il resto, NO - RATE

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  2. Io invece in quel caso comprerei un'auto usata, anche di poco valore. Ci sono automobili che hanno un buon motore e vanno bene anche dopo aver fatto molti chilometri. Se ho 500 Euro a disposizione, mi compro un'utilitaria di 12 anni e 100.000 chilometri da 500 euro...

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  3. Non è una cattiva idea, tuttavia spesso capita che cercando di risparmiare poi ti ritrovi a spendere continuamente per piccole cose che non vanno, e a perdere giornate di lavoro per portarla a riparare, insomma.. e cosa dire del fatto che rischi che ti "abbandoni" quando sei distante da casa? i pro e i contro sono da soppesare in base a diversi fattori.. ricordo che la mia prima macchina la comprai, nel 99 in due anni, ma al contempo feci anche diversi "sacrifici" che mi portarono, nel giro di 3-4 anni, a comprare la mia prima casa, però questa volta in contanti :D
    Mi sembrano mille anni fa!

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